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136. Ian Berry – Il reportage come testimonianza di cambiamento

136. Ian Berry – Il reportage come testimonianza di cambiamento

Fotografo documentarista britannico e membro storico di Magnum Photos, Ian Berry è noto per la copertura giornalistica del Sudafrica durante l’apartheid, in particolare il massacro di Sharpeville del 1960, e per altri famosi reportage quali la Primavera di Praga del 1968, e poi le carestie, inondazioni, trasformazioni climatiche mondiali. Le sue immagini in bianco e nero, chiare, sensibili e socialmente impegnate, la sua fotografia onesta, precisa e profondamente umana,lo rendono uno dei fotografi documentaristi più stimati della sua generazione.

14b. Philippe Halsman e Salvador Dalì: Un incontro di creatività surrealista

14b. Philippe Halsman e Salvador Dalì: Un incontro di creatività surrealista

La collaborazione tra Halsman e Salvador Dalì rappresenta una fusione tra due mondi creativi: la pittura surrealista e la fotografia artistica. Ognuno dei due portava nel progetto il proprio linguaggio, ma insieme riuscirono a creare immagini che non solo riflettevano la loro individualità, ma anche la forza del loro incontro. Questo connubio ha prodotto fotografie che sono ormai delle vere e proprie opere d’arte.

18. Dorothea Lange – La fotografa che raccontò la povertà e la dignità dell’America

18. Dorothea Lange – La fotografa che raccontò la povertà e la dignità dell’America

Dorothea Lange è una delle fotografe documentaristiche americane più influenti del ventesimo secolo, conosciuta per aver trasformato la fotografia in strumento di testimonianza sociale. La sua fotografia più famosa, “Migrant Mother”, è diventata un simbolo universale di resilienza e dignità umana. Attraverso il suo obiettivo, la Lange non cercava solo di catturare immagini, ma di dare voce agli invisibili, raccontando storie di povertà, speranza e coraggio. Il suo lavoro continua ancora oggi a ispirare generazioni di fotografi e a ricordarci il potere sociale della fotografia.

132. Yousuf Karsh – Il Maestro dei Ritratti che Illuminò il Novecento

132. Yousuf Karsh – Il Maestro dei Ritratti che Illuminò il Novecento

Yousuf Karsh è considerato uno dei più grandi fotografi ritrattisti del XX secolo, celebre per avere immortalato le personalità più influenti della sua epoca con un linguaggio visivo unico e potente. Pochi fotografi hanno saputo catturare l’anima umana come lui, autore di immagini divenute simbolo della storia. Da Winston Churchill ad Albert Einstein, da Ernest Hemingway ad Audrey Hepburn, Karsh trasformò il ritratto fotografico in una forma d’arte psicologica e poetica.

40. Norman Parkinson – L’Occhio Eccentrico della Moda

40. Norman Parkinson – L’Occhio Eccentrico della Moda

Norman Parkinson è stato uno dei pionieri della fotografia di moda, oltre che celebre ritrattista. Eccentrico, inconfondibile ,unico, le sue fotografie hanno segnato intere epoche regalando straordinari ritratti del mondo della moda e dello spettacolo ed inaspettati spaccati di quotidianità. Dotato di un inimitabile senso dello stile e di una schietta originalità, egli esercitò la propria arte per ben 56 anni.

118 . Vittorio Sella – Le prime fotografie  ad Alta Quota

118 . Vittorio Sella – Le prime fotografie ad Alta Quota

Fotografo, alpinista ed esploratore, Vittorio Sella è una figura celebre tra gli amanti e gli studiosi di Montagna. Fu il primo fotografo ad immortalare le più alte vette del pianeta, alcune fino ad allora mai esplorate, trascinando con se la pesante attrezzatura e realizzando immagini panoramiche mozzafiato di sublime perfezione tecnica e raffinatezza estetica.

In Evidenza

128.Daido Moriyama – Visioni oniriche della realtà

128.Daido Moriyama – Visioni oniriche della realtà

Daido Moriyama, uno dei fotografi giapponesi più influenti del dopoguerra, è celebre per il suo approccio radicale alla fotografia di strada. La sua tecnica si fonda su un’estetica ruvida, diretta e priva di compromessi, che rifiuta l’idea della fotografia come rappresentazione nitida e perfetta. Moriyama lavora spesso con macchine compatte, privilegiando la rapidità e la spontaneità dello scatto rispetto alla precisione tecnica. Questo gli consente di cogliere momenti fugaci della vita urbana, restituendo l’immediatezza e la crudezza dell’esperienza metropolitana.

Daido Moriyama: "Record 2" / Copertina rigida- 352 pagine

Dopo la pubblicazione di “Record” nel 2017, è uscito il nuovo capitolo del grande maestro della fotografia giapponese:  “Record 2”, pubblicato nel 2024, è in vendita in offerta speciale

10 Maestri della ” Street Photography” : Storie, Tecniche e Immagini Iconiche

10 Maestri della ” Street Photography” : Storie, Tecniche e Immagini Iconiche

La street photography è la pratica di catturare momenti spontanei della vita quotidiana negli spazi pubblici. A differenza del reportage o della fotografia documentaria, non ha necessariamente l’intento di raccontare un evento specifico, ma piuttosto quello di rivelare l’inatteso nell’ordinario. La sua forza risiede nell’immediatezza e nell’intimità con cui cattura la realtà umana.

Essential Books

salgado 1
GENESI, il risultato di un’epica spedizione durata otto anni alla riscoperta di montagne, deserti, oceani, animali e popolazioni finora sfuggiti all’impatto della società moderna: la terra e la vita di un pianeta ancora incontaminato. “Circa il 46% del Pianeta è ancora com’era al momento della creazione”, ci ricorda Salgado. “Dobbiamo salvaguardare ciò che esiste”.
robert capa
Una cronologia dell’opera di Capa, un libro ricchissimo di immagini, che dà l’idea della vastità e del modo in cui il fotografo operava sul campo. Non solo i suoi resoconti di guerra, ma anche immagini di momenti che rimandano all’uomo, vittime e migranti, gioie e dolori. Questo libro lascia intravedere alcune sfaccettature di un personaggio complesso, intraprendente, che non esita a rischiare la propria carriera come la propria esistenza.
cartier Bresson
Attraverso circa 160 fotografie ed altri numerosi documenti – giornali, riviste, volumi -, il libro presenta per la prima volta in maniera esaustiva e approfondita il rapporto tra colui che è stato definito “l’occhio del secolo” e l’Italia, ripercorrendo le tappe di un rapporto iniziato prestissimo, già negli anni Trenta, e proseguito sino al momento in cui Cartier-Bresson ha abbandonato la fotografia, negli anni Settanta.
brassai
In “Paris de nuit” Brassaï ha fissato per sempre il mondo notturno della capitale francese agli inizi degli anni Trenta. Una città misteriosa fatta di bassifondi e cabaret, clochard e prostitute, gente losca e aristocratici, ma anche reale, fatta di fornai, ortolani, guardie, stampatori di giornali, ecc. Egli affermava: ” La sua idea era quella di far vedere un lato della vita quotidiana che pochi conoscevano.

Best Photo Video

“Basta un rayo de luz

y el instante serà

perpetuo” 

Valparaiso è la città dell’estremo limite. Come la Macondo di “Cent’anni di solitudine” è non solo un luogo del mondo, ma uno stato d’animo. Un sogno, un’immagine. Per la mente occidentale è un’idea romantica di lontananza, il pensiero di un altro da sé dove poter vivere la meraviglia e lo stupore. Qui, in questa piccola e paradossale “valle del paradiso”, tra i suoi vicoli e le sue infinite salite e discese, Sergio Larrain realizza alcune tra le sue foto più celebri.